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LA PORTA GIALLA - un gioco di forme
Manuele Mirabella

La porta gialla in via dell’Arancio nel centro storico di Carrara era aperta. Ho guardato dentro e sono entrata. Mi ha ricevuto lo scultore che stava modellando una figura.


 Lo studio mi ha sorpreso – qui non c’era il marmo onnipresente a Carrara. Già questo mi ha fatto capire il coraggio del giovane scultore sconosciuto.


Durante questa corta visita mi è apparso Manuele Mirabella uomo, generoso e grato. Nel piccolo studio c’erano due mensole. Su una c’erano i suoi bozzetti.  Sull’altra, le sculture dei suoi amici. Ed ha voluto subito farmi sapere che l’idea di utilizzare la gomma gli è stata suggerita dal suo maestro.


Guardando una ad una le donne di Mirabella, ho visto che con un infinito amore lui faceva nascere donne dee, donne madri, donne amanti. Tutte guardate, accarezzate, scolpite con desiderio e venerazione.


Non fa altro. La donna Dea. La donna Madre. La donna Amante. La donna malata.


I loro corpi, le loro carni rese vive, calde d’inverno e fresche d’estate, sono abbondanti, felici, generose e accoglienti per l’uomo. Per noi donne, queste bellezze arcaiche, sono un incoraggiamento ad amare il nostro corpo. Il corpo della donna incinta. Della donna che allatta. Della donna che invecchia.


La scelta della terra e della gommapiuma come materiali della sua scultura sono perfette per il suo scopo: rappresentare la donna con tenerezza e sensualità. A volte con compassione.


Mirabella è uno scultore. E’ nato cosi. Vorrei dirgli «bon voyage», sapendo che la sua strada sarà felice e dolorosa.


Elena Cárdenas Malagodi


Parigi, 14 settembre 2014


Di "porte gialle", Carrara è piena: tutte si affacciano su laboratori, studi, spazi pieni di materiali, strumenti, stanze della creatività e della creazione. Il vero valore di queste strade, che ogni tanto passa inosservato perchè assorto. Questi, sono luoghi vissuti da chi qui è nato ma anche da artisti che hanno scelto questa città sentendola propria.


É il caso di Manuele Mirabella, arrivato a Carrara dalla Sicilia per completare i propri studi presso l'Accademia di Belle Arti. Seguendo le orme di chi, giovane come lui e negli anni della formazione artistica, è stato attirato dalla capitale del marmo e della sua lavorazione.


Qui continua a lavorare l'argilla e approccia per la prima volta la pietra per decidere, poi, di percorrere una strada nuova, sotto suggerimento del Prof. Franco Mauro Franchi che gli consiglia di riportare le forme dei suoi modellati in un materiale morbido come la gommapiuma.


Da questo momento, inizierà per Mirabella un lungo percorso di ricerca e sperimentazione che continua ancora oggi, il cui oggetto non è tanto il concetto che si vuole esprimere quanto la lavorazione del materiale "complicato, dannoso". Una lavorazione che, vista dall'esterno, sembra essere più simile ad una lotta interminabile, fatta di intuizioni e innumerevoli tentativi.


Dopo tre anni di ricerca, passati "da solo in una stanza, con la gomma", Mirabella riesce a trovare il metodo ottimale per disciplinare un materiale informe, che tende sempre a ritornare al suo stato originario, fino a cristallizzarlo nella forma voluta.


Ad alcune tra le precedenti esperienze risalenti agli anni '60 con i materiali derivati della plastica (che vedevano blocchi spessi di gommapiuma scolpiti come fossero un materiale convenzionale), Mirabella preferisce piegare, legare, bruciare, cucire fogli di gommapiuma. Un procedimento che meglio si sposa alle sue forme, con il quale è possibile giocare nel corso del raggiungimento del risultato: aggiungendo il colore, applicando punti di sutura, incorporando nell'opera i segni lasciati dalla combustione sulla plastica.
La gommapiuma suggerisce e non riporta i dettagli come accade per i modellati, ma proprio in virtù di questo, grazie all'essenzialità delle linee, riesce a cogliere meglio le forme e l'idea che sta dietro di esse. Ciò nonostante la lezione e le tecniche della scultura classica non vengono messe da parte. Nella mostra personale che Galleria Duomo dedica a Mirabella, La porta gialla - Un gioco di forme, è possibile ripercorrere la produzione dell'artista composta non solo dalle gommepiume ma anche dagli acquerelli dei disegni preparatori, i piccoli bronzi, le terracotte fino ad arrivare alle sculture in schiuma poliuretanica, di piccole dimensioni, ricavate dal riempimento di calchi in gesso.


Le possibilità creative offerte dalla gommapiuma non sono circoscritte esclusivamente alla forma ma influiscono sulla ricerca di un effetto, godibile dall'occhio quanto dalla mano: l'opera, ricoperta da una patina per preservarla nel tempo, trasmette al tatto la sensazione della pelle nuda delle donne formose che Mirabella realizza, da accarezzare, mordere.


Corpi al naturale, verosimili, feriti, abbondanti, dove il difetto viene ingrandito all'eccesso, messo in evidenza ed al centro della scena. Impossibile da non vedere ed impossibile da nascondere.


Simbolo di quella vita che l'iperestetica fagocita e delle caratteristiche del femminile di cui qualsiasi donna è portatrice, a prescindere che risponda o meno ai canoni di bellezza contemporanei. La sensualità, l'essere oggetto e soggetto del desiderio, la  bellezza e il piacere che ne possiamo ricavare, appartengono a tutte le donne: amanti, figlie e madri.


Un corpo naturale con il quale avere un rapporto naturale. Il pantheon al femminile di Mirabella, così vicino alla donna/dea arcaica delle statuette votive paleolitiche e alla Venere Ottentotta che sconvolse l'Europa ottocentesca, si spia attraverso la serratura, ma senza imbarazzo. È il seno di nostra madre, è quello che vediamo allo specchio, è il riflesso di una sofferenza fisica e di un disagio emotivo, che è giunto il momento di mostrare anche quando eccessivo e difficile; seguendo la linea e il suo spessore con gli occhi ed il palmo della mano, provando verso la carne quello stesso amore che l'artista è capace di provare.


Beatrice Lombardi


Foto di Antonio Cozza


Coordinate mostra


Titolo La porta gialla – un gioco di forme


Artista Manuele Mirabella


A cura di Beatrice Lombardi, introduzione in catalogo di Elena Cárdenas Malagodi


Sede Galleria Duomo Carrara, Via Finelli, 22/b - Carrara (MS)


Date 16 aprile – 15 maggio 2016


Inaugurazione sabato 16 aprile ore 18.00


Apertura al pubblico venerdì - sabato - domenica dalle 17.00 alle 20.00 o su appuntamento


Info tel. 0585-71839 - info@galleriaduomo.it - www.galleriaduomo.it


 


Ufficio stampa


Eleonora Lombardi


+ 39 349 7252647


eleonoralomb@yahoo.it

 

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